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Rifare la copertura di un capannone non significa necessariamente fermare ciò che accade sotto il tetto. In molti stabilimenti produttivi, magazzini e sedi aziendali, infatti, l'intervento deve convivere con persone, macchinari, merci, mezzi in movimento e attività che non possono essere semplicemente sospese per tutta la durata dei lavori.
È qui che la progettazione del cantiere diventa importante quanto la soluzione tecnica scelta per la nuova copertura.
Un rifacimento della copertura con capannone in attività richiede infatti di coordinare lavorazioni e produzione, individuare preventivamente le aree più critiche e organizzare le diverse fasi in modo compatibile con l'operatività dell'azienda.
L'obiettivo non è promettere un cantiere “senza interferenze”, ma gestire le interferenze prima che diventino un problema.
Ogni capannone ha un'organizzazione differente.
Sotto la copertura possono esserci linee produttive che lavorano su più turni, magazzini con movimentazione continua, impianti sensibili, aree di carico e scarico oppure zone che possono essere temporaneamente liberate.
Per questo un intervento su un edificio produttivo non dovrebbe essere pianificato considerando soltanto superficie, materiali e caratteristiche del tetto.
Prima dell'apertura del cantiere è utile capire come viene utilizzato realmente l'edificio.
Quali aree devono rimanere sempre operative? Dove transitano i mezzi? Ci sono lavorazioni che possono essere temporaneamente spostate? Esistono periodi della giornata o della settimana con minore attività?
Sono informazioni operative, ma incidono direttamente sull'organizzazione dei lavori.
Il sopralluogo preliminare serve quindi non solo a valutare lo stato delle coperture industriali, ma anche a comprendere il contesto nel quale dovrà essere eseguito l'intervento.
Quando le condizioni tecniche lo consentono, una delle modalità per gestire un rifacimento su un capannone operativo consiste nel procedere per settori.
Invece di considerare il tetto come un'unica grande superficie, il cantiere viene organizzato secondo una sequenza di aree e lavorazioni.
Questo consente di coordinare meglio le attività sulla copertura con ciò che avviene all'interno e intorno all'edificio.
La suddivisione deve essere stabilita sulla base delle caratteristiche della copertura e del cantiere. Non esiste quindi una sequenza standard applicabile a qualsiasi stabilimento.
Un'area particolarmente sensibile per la produzione, ad esempio, può richiedere una programmazione differente rispetto alla copertura di un magazzino o di una zona momentaneamente non utilizzata.
Uno degli aspetti più delicati non riguarda direttamente il materiale della nuova copertura, ma il coordinamento.
L'azienda deve sapere dove e quando si lavorerà, mentre chi esegue il rifacimento deve conoscere le attività che non possono essere interrotte o che richiedono particolare attenzione.
Il programma dei lavori diventa così uno strumento operativo.
Può essere necessario coordinare determinate fasi con turni produttivi, movimentazioni di merci, accessi dei fornitori o periodi di minore attività. In altri casi può essere utile individuare preventivamente aree interne che richiedono una particolare protezione durante alcune lavorazioni.
Un capannone operativo non è soltanto un edificio: intorno ad esso si muovono quotidianamente camion, carrelli, fornitori, dipendenti e materiali.
Anche l'impresa che interviene sulla copertura ha però bisogno di propri spazi.
Mezzi di sollevamento, materiali da installare, elementi rimossi e attrezzature devono poter raggiungere e lasciare il cantiere in modo organizzato.
Per questo nella pianificazione vanno considerate almeno tre esigenze:
La separazione e il coordinamento dei flussi aiutano a limitare le interferenze tra attività produttiva e lavorazioni sulla copertura.
Anche le condizioni del tetto influenzano l'organizzazione
Non tutti i rifacimenti partono dalla stessa situazione.
Una copertura può richiedere la sostituzione del manto esistente, un intervento più esteso sulla stratigrafia oppure lavorazioni legate a impermeabilizzazione, isolamento e altri componenti.
La presenza di vecchi materiali, lucernari, impianti, elementi emergenti o zone particolarmente deteriorate può modificare la sequenza delle lavorazioni.
Per questo la pianificazione del cantiere deve partire da una valutazione tecnica dello stato esistente.
Cosa cambia se sulla copertura è presente amianto
Quando la copertura esistente contiene materiali con amianto, il progetto richiede una gestione specifica e l'intervento deve essere pianificato nel rispetto delle procedure previste per queste lavorazioni.
In questo caso organizzazione del cantiere, rimozione del materiale e realizzazione della nuova copertura devono essere considerate all'interno di un processo coordinato.
La presenza di amianto non va quindi affrontata come una normale fase di demolizione del tetto.
Proteggere ciò che rimane all'interno del capannone
Durante un rifacimento è importante valutare anche ciò che si trova sotto la zona interessata dai lavori.
Impianti, linee produttive, materiali stoccati e attrezzature possono avere livelli di sensibilità molto differenti. In alcuni stabilimenti una determinata area può essere facilmente liberata; in altri, spostare un macchinario può essere complesso o impossibile.
Queste condizioni devono essere conosciute prima di definire le fasi operative.
In funzione dell'intervento possono quindi essere previste misure organizzative e protezioni temporanee adeguate alle lavorazioni da eseguire.
E se arriva il maltempo durante il rifacimento?
Il meteo è una delle variabili che devono essere considerate nella programmazione di qualsiasi intervento sulla copertura.
Durante un rifacimento, infatti, alcune fasi possono rendere temporaneamente più sensibili determinate porzioni dell'edificio.
La sequenza dei lavori deve quindi essere organizzata tenendo conto delle previsioni e della necessità di non lasciare aree esposte oltre quanto compatibile con le lavorazioni previste.
Questo è uno dei motivi per cui procedere per fasi può essere utile nei cantieri complessi: permette di gestire porzioni definite della copertura e adattare l'avanzamento alle condizioni effettive.
Approfittare del rifacimento per programmare gli interventi futuri
Rifare un tetto industriale rappresenta un investimento importante e può essere l'occasione per guardare oltre il problema che ha reso necessario l'intervento.
Se l'azienda sta valutando, ad esempio, l'installazione di un impianto fotovoltaico, è utile affrontare il tema già durante la progettazione della nuova copertura.
Lo stesso vale per isolamento, lucernari e altri elementi che possono incidere sulle prestazioni o sull'utilizzo futuro dell'edificio.
Coordinare questi aspetti evita di realizzare oggi una copertura che dovrà essere nuovamente modificata a breve.
Quanto incide l'organizzazione sui tempi del cantiere?
La durata di un rifacimento dipende da numerose variabili: superficie, sistema di copertura, condizioni esistenti, accessibilità, lavorazioni necessarie e caratteristiche dell'edificio.
Quando il capannone rimane operativo, a queste si aggiungono i vincoli legati alla produzione.
Per questo il cantiere più veloce in assoluto non è necessariamente quello meglio organizzato.
L'obiettivo dovrebbe essere individuare una sequenza che permetta di eseguire correttamente le lavorazioni e, contemporaneamente, rendere compatibile il cantiere con le attività che devono proseguire.
Rifare la copertura senza fermare completamente la produzione è sempre possibile?
Non può essere dato per scontato.
La possibilità di mantenere operative tutte o parte delle attività dipende dalle caratteristiche dell'edificio, dalla tipologia di intervento, dalle condizioni della copertura e dall'organizzazione dello stabilimento.
In alcuni casi può essere possibile procedere per aree mantenendo una buona continuità operativa. In altri possono essere necessarie sospensioni temporanee o una diversa organizzazione di alcune attività.
Nel rifacimento di una copertura industriale la soluzione tecnica è fondamentale, ma quando il capannone deve continuare a funzionare serve anche un'organizzazione costruita attorno alle esigenze dello stabilimento.
Analizzare preventivamente produzione, accessi, logistica, aree sensibili e possibili fasi di intervento permette di affrontare il cantiere con maggiore controllo.
AA Coperture segue interventi di rifacimento su edifici industriali dalla valutazione iniziale alla realizzazione della nuova copertura, definendo le modalità operative in funzione delle caratteristiche del fabbricato e delle esigenze aziendali.
Per valutare un intervento sul tuo stabilimento puoi contattare AA Coperture e richiedere un sopralluogo tecnico.
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